Gabriele Seresina

Come corridore e Team Manager della Opel ha viaggiato per decenni in giro per il mondo, vivendo negli Hotel.

Quanto è stata importante quest'esperienza, nel definire il concept del suo Boutique Hotel?
... Alla fine non riuscivo più a sopportare Hotel anonimi.

Dopo una vita frenetica, la gestione dell'Hotel si prospetta quindi come una sorta di programma alternativo?

Non voglio più ferie, né vacanze, voglio una vita che mi piaccia ogni giorno. Amo il mio nuovo lavoro. I miei ospiti stanno bene qui, i miei dipendenti sembrano contenti, quindi anche io sono un uomo fortunato.

Da dove è venuta l'idea di scambiare il Box delle corse con un Boutique Hotel?
Nel 2002 decisi di smettere con la mia occupazione di Team Manager e dissi a mia moglie che mi sarebbe piaciuto utilizzare la mia decennale esperienza con gli Hotel per aprire io stesso un Hotel: un Hotel con cuore, anima e carattere.  E ho sempre avuto un'affinità con la gastronomia. Mia nonna cucinò per Gabriele D'Annunzio.

Come è venuto a stare in questa casa?
Nel 2004 abbiamo scoperto l'antica palazzina di caccia dei Feltrinelli, che per 20 anni è stata vuota e particolarmente fatiscente. L' abbiamo restaurata e nel maggio del 2005 vi abbiamo aperto l'Hotel. Avevo diverse case e container con molti mobili "parcheggiati"...e qui finalmente hanno trovato la loro sistemazione.

Chi è stato il responsabile della progettazione dell'Hotel?
Mia moglie, proveniva dal mondo della moda e la definizione degli interni è opera sua.


Tratto da Eine Perfekte Woche am Gardasee